Mia: il nostro robot scolastico
Si è concluso con entusiasmo e grande soddisfazione il percorso del progetto Girls Code It Better, che anche quest'anno, ha offerto alle nostre studentesse un'importante occasione di crescita personale, tecnica e collaborativa.
Il team ha scelto di sviluppare un progetto centrato sul tema del benessere scolastico, immaginando come la tecnologia possa contribuire a rendere la scuola un ambiente sempre più accogliente, inclusivo e innovativo. Da questa riflessione è nata l'idea di progettare e realizzare un robot scolastico.
L'ispirazione è arrivata dalla partecipazione ad una fiera di "innovazione tecnologica" dello scorso anno, durante la quale le ragazze erano rimaste particolarmente colpite da un cane robot in movimento. Da quell'esperienza è scaturita la volontà di mettersi alla prova con una sfida ambiziosa: costruire un robot interamente progettato e realizzato da loro.
Il robot si chiama MIA, un nome scelto non soltanto per la sua immediatezza, ma anche perché richiama il nome del nostro Istituto, Minzele Parini, e rappresenta al tempo stesso un chiaro riferimento all'Intelligenza Artificiale. La scelta di attribuire al robot sembianze femminili è stata del tutto coerente con la mission del progetto, finalizzato a promuovere la partecipazione femminile nelle discipline STEM e a contrastare il divario di genere ancora presente in questi ambiti.
La prima fase del lavoro ha riguardato la progettazione e la modellazione tridimensionale. Le studentesse hanno utilizzato il software Tinkercad per progettare le diverse componenti del robot, dal corpo agli arti, fino ai supporti per i motori. Lo stesso ambiente ha consentito anche di simulare i circuiti elettronici, permettendo di verificare preventivamente i collegamenti e ottimizzare il lavoro successivo.
Una volta completata la progettazione, i componenti sono stati realizzati mediante la stampante 3D dell'istituto. Questa fase ha richiesto precisione, capacità di problem solving e numerose revisioni, soprattutto per garantire la corretta compatibilità tra le parti.
Particolarmente significativa è stata la progettazione degli snodi articolari. In un primo momento era stato ipotizzato un sistema di incastro a baionetta, successivamente abbandonato poiché poco adatto a garantire la necessaria mobilità. Le ragazze hanno quindi riprogettato la struttura adottando un più efficace incastro a sfera, soluzione che ha assicurato maggiore libertà di movimento agli arti del robot.
Per studiare le dinamiche del movimento, il team ha inizialmente utilizzato i kit LEGO presenti nella scuola. Questa fase di prototipazione ha consentito di approfondire principi fondamentali di meccanica, quali trasmissione del moto, utilizzo degli ingranaggi e posizionamento ottimale dei motori.
La fase successiva ha visto l'impiego di Arduino per la gestione elettronica del robot. Le studentesse hanno realizzato i collegamenti, programmato i motori e condotto numerosi test per sincronizzare i movimenti e migliorare la stabilità della struttura.
Non sono mancate le difficoltà: il corretto posizionamento dei motori, l'assemblaggio delle parti stampate e la messa a punto del codice hanno richiesto costanza, pazienza e spirito di collaborazione. Tuttavia, grazie al lavoro di squadra e alla determinazione, il team è riuscito a raggiungere l'obiettivo prefissato: far muovere MIA.
A completamento del percorso, le ragazze hanno realizzato anche un podcast, attraverso il quale hanno raccontato le diverse fasi del progetto, le problematiche affrontate, le soluzioni individuate e le competenze maturate. Un'importante occasione di riflessione metacognitiva e di divulgazione.
MIA rappresenta oggi una prima versione funzionante, una solida base di partenza che potrà essere ulteriormente sviluppata negli anni futuri con l'integrazione di sensori, nuove funzionalità e sistemi di intelligenza artificiale sempre più evoluti.
Il progetto ha consentito alle studentesse di acquisire competenze avanzate in modellazione 3D, stampa additiva, elettronica, programmazione e problem solving, ma soprattutto ha offerto loro la possibilità di sperimentare concretamente il valore della collaborazione, della creatività e della perseveranza.
Ancora una volta, Girls Code It Better si conferma un laboratorio di innovazione, capace di avvicinare le ragazze alle discipline STEM e di dimostrare che il futuro della tecnologia passa anche, e soprattutto, dalle loro idee.
La referente del progetto
Professoressa Bruno Mara






